Gruppo Archeologico Salernitano
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La via Regio Capuam

Ricognizioni archeologiche

Da Picentia a Forum Anni-Popili

Le ricerche sulla via romana Regio - Capuam, meglio conosciuta come via Annia – Popilia, furono iniziate dal Gruppo Archeologico Salernitano negli anni novanta del secolo scorso su autorizzazione della Soprintendenza Archeologica di Salerno (nota prot. n.8079/20S del 13 maggio 1995) e sono continuate negli anni successivi con ulteriori rilievi, ricognizioni superficiali e segnalazioni di reperti e siti archeologici.

Sezione della Tabula Peutingeriana, copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostra le vie stradali dell'Impero romano. In rosso è indicata a mansio delle Nares Lucanae

Nell’ambito di un progetto più ampio di valorizzazione della via Regio – Capuam, iniziato nel 2014 dai Lions Club, l’approfondimento del tratto che va da Pontecagnano a San Pietro di Polla è stato affidato al distretto 108YA Lions Club Salerno 2000, che si è avvalso della collaborazione dei Gruppi Archeologici d’Italia – sezione di Salerno per completare le ricerche sul dato archeologico.

Il Gruppo Archeologico Salernitano aveva acquisito numerose notizie dalle ricognizioni di superficie fatte nei luoghi dove si era ipotizzato che fossero ubicate le stationes di Picentia – Ad Silarum f(lumen) – Nares Lucanae – Acerronia – Forum Popili e/o Forum Anni, tutte indicate nella Tabula Peutingeriana e in alcuni itinerari antichi

Serre (SA). Località Pagliarone. Tratto dell’antica strada romana

Eboli (SA). Loc. Epitaffio da dove iniziava la ‘Via del Grano’, antica via settecentesca percorsa per il trasporto del grano dalle terre di Puglia fino alla Capitale del Regno di Napoli. Questa importante arteria stradale, che collegava nell'Ottocento il Principato Citeriore e l'Ulteriore (le attuali province di Salerno e di Avellino con la Basilicata), fu voluta nel 1789 da re Ferdinando IV di Borbone su proposta del Marchese di Valva, Sopraintendente di strade e ponti, ed aveva la funzione non solo di congiungere i comuni dell'entroterra campano e lucano, da Eboli a Melfi, ma anche di assicurare il trasporto del grano e delle altre derrate alimentari delle fertili pianure della Puglia alla capitale del Regno, Napoli.

La Via Regio Capuam

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Geom. Giuseppe Frieri, socio del Gruppo Archeologico Salernitano, effettua misure e rilievi sui resti del ponte

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Frammenti di ceramica di età romana

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Foce del fiume Tenza, che qui sbocca nel Sele, in antico doveva servire per offrire riparo alle imbarcazioni quando il fiume Sele era in piena.

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Sulla sponda destra del fiume vi sono tre vistosi ruderi: sono i resti dei piloni del ponte romano crollato. Dal fondo del fiume affiorano grossi blocchi di pietra e spezzoni delle arcate crollate.

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Un'àncora, che è stata recuperata in data 13 luglio 1997 alla presenza della dr.ssa Giovanna Scarano, ispettore archeologo della Soprintendenza Archeologica di Salerno.

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Prof. Nicola Fierro, presente al recupero dell'àncora

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Postiglione (SA). Ruderi del Casino della Duchessa. Inizio della mansio Nares Lucanae

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Sezione della Tabula Peutingeriana, copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostra le vie stradali dell'Impero romano. In rosso è indicata a mansio delle Nares Lucanae

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Sistema costruttivo in sezione assonometrica

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Itinerario di Antonino, dell'anonimo Ravennate di Guidone