Monaci e comunità italo-greche nel Principato Longobardo di Salerno
Domenica 31 maggio 2026 ritornerà alla nostra memoria per il settimo anno consecutivo l’incipit di Paolo Diacono,autore dell’Historia Langobardorum, al cap. II – capoverso VII – in cui ci riporta alla memoria la venuta dei Longobardi in Italia avvenuta il giorno dopo il 1 aprile del 568 d.C., giorno del lunedì di Pasqua, quindi dell’Angelo,al tempo dell’indizione prima, …,alio die post sanctum pascha, cuius festivitas eo anno iuxta calculi rationem ipsis Kalendis Aprilibus fuit…
Su questo ricordo storico i Gruppi Archeologici d’Italia APS con la collaborazione dei Gruppi Archeologici della Campania hanno creato l’evento nazionale ‘568 a.C. – Lunedì dell’Angelo… Arrivano i Longobardi.
Quest’anno l’evento si terrà nel mese di maggio, altrettanto mese dedicato ai festeggiamenti dell’arcangelo Michele, loro nume tutelare, e si svolgerà a Pertosa (SA) per una visita pomeridiana alle famose Grotte dell’Angelo, mentre in mattinata, accompagnati dalla prof.ssa Rosanna Alaggio dell’Università degli Studi del Molise, visiteremo l’interessante mostra ‘NELLE TERRE DEI PRINCIPI – Monaci e comunità italo-greche nel Principato Longobardo di Salerno’.
La mostra è prima di tutto il racconto di una migrazione, quella causata a partire dagli inizi del IX sec. dalla conquista araba della Sicilia.
È la storia di vite comuni, di contadini e artigiani in fuga dalla Sicilia e dalla Calabria, in cerca della salvezza e della stabilità.
Ma è anche la storia di monaci e di santi alla continua ricerca dei luoghi della solitudine, che non posseggono nulla, che non hanno bisogno di nulla, che hanno rinunciato al mondo per praticare l’ascesi, ma che possiedono anche un sano senso pratico ed efficaci doti organizzative, che si dimostrano instancabili fondatori di monasteri, guaritori, medici, abili diplomatici, sempre sensibili ai bisogni delle comunità che incontrano nel corso del loro difficile cammino verso la perfezione spirituale.
Esistenze comuni, esistenze eccezionali: tutte hanno contribuito ad infondere una forte impronta nelle terre d’arrivo, incidendo con la loro presenza profondamente nel processo di formazione del paesaggio storico di un ampio comparto del Mezzogiorno d’Italia.
“Terre dei Principi” è così che vengono definiti i domini longobardi nella vita di San Nilo da Rossano, tra i protagonisti più illustri di una vicenda straordinaria di fede, cultura e umanità.
Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, condividono un frammento di memoria storica troppo spesso dimenticata, ma soprattutto conservano l’eredità prodotta da un incontro tra civiltà diverse e da un sincretismo culturale inedito, che si manifesta vivido nei lacerti degli affreschi sopravvissuti, tra le crepe dei ruderi di antichi monasteri, nelle tradizioni, nelle forme devozionali. Un patrimonio materiale e immateriale che è ancora in grado di esercitare un forte fascino sulla tanto distante e troppo spesso distratta, modernità.


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