Il
Sele
- dice Probo - è un fiume della Lucania. Il Porto Alburno e il monte dello
stesso nome si trovano al sesto miglio(=km 8,892)
dalle Prime Taverne.
Ne fa
menzione Lucilio in questo verso.
Le Prime Taverne, localizzate dal Gruppo Archeologico
Salernitano in località Zancuso (Casino della Duchessa),
nellagro di Postiglione (SA), si trovavano sulla
via Appia-Annia esattamente a sei miglia (circa km 9)
dal Ponte rotto sul Sele e ad altre sei miglia dal monte
Alburno, come attesta Probo.
Il
Gruppo Archeologico ha effettuato anche unaltra
ricognizione vicino al ponte borbonico, collegato alla
SS. 19, dove ha constatato la presenza di una grossa
sorgente naturale dacqua, che è stata utilizzata
da una impresa che estrae sabbia dal fiume. Nellampio
spiazzo, occupato dallimpianto di sabbia, secondo
la testimonianza del contadino, proprietario del fondo,
i mezzi meccanici, durante i lavori di sterro, demolirono
ruderi antichi sconvolgendo completamente il sito archeologico.
I ruderi e i materiali archeologici, riferibili ad età
romana, erano stati notati, a suo tempo anche da Nicola
Fierro, ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica.
Era
sicuramente qui la mansio ad Silarum, menzionata
negli Itinerari. La stazione, posta a 400 metri circa
dal ponte romano, era ben collegata con la via Appia-Annia
mediante una via ancora esistente, che correva parallela
alla riva destra fiume. I viaggiatori, desiderosi di
pernottare nella mansio ad Silarum fl(umen)
dovevano percorrere circa 400 metri per raggiungere
la vicina stazione, ubicata in un sito ben fornito di
acqua potabile. Lantica sorgente, come si può
notare, esiste ancora oggi.
La
Tabula di Peutinger segna queste stazioni: Salerno-(P)icentiae;
(P)icentiae-ad Silarum fl(umen).
La
stazione romana qui si trovava accanto al ponte borbonico
che, oggi sulla SS. 19, scavalca il fiume Sele. Qui,
come è stato detto, cè ancora un grossa sorgente
di acqua potabile. Un impianto di sabbia fluviale, che
utilizza la sorgente naturale, ha cancellato completamente
lantica stazione (mansio ad Silarum
fl(umen).
La
squadra, addetta allesplorazione, sotto la diga,
lungo la sponda sinistra del Sele, accanto al ponte
romano crollato, come è stato detto, ha notato la presenza
di una grossa struttura muraria. Si tratta probabilmente
del molo del porto Alburno, posto proprio sotto
il ponte romano. Sotto una fitta vegetazione e sotto
la terra franata, proveniente dalla sponda sinistra
del fiume, si nascondono forse le fondazioni degli antichi
magazzini portuali (horrea). La cosa potrà essere
accertata solo con una campagna di scavo. La presenza
di questa struttura è stata segnalata alla Soprintendenza
competente.
E
da rilevare anche che la (mansio) ad Silarum
fl(umen), in antico era collegata alla via romana
principale e al ponte crollato, mediante un ramulus,
lungo la sponda destra del Sele: ci sono ancora oggi
evidenti tracce di questo tratto di strada di collegamento.
La mansio, distante dalla via principale circa
quattrocento metri, era ben rifornita di acqua potabile:
si vede ancora oggi lantica sorgente naturale.
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