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RICOGNIZIONI
ARCHEOLOGICHE EFFETTUATE
Il
Gruppo ha effettuato varie ricognizioni archeologiche
sulla via romana Regio-Capuam, allo scopo di
localizzare le stazioni poste nel tratto che va da Fratte
fino a Ponte Rotto sul Sele e, di qui, fino a S. Pietro
di Polla. In questo tratto Salernum-Anni forum,
che interessa soprattutto la Lucania, stando alla Tabula
di Peutinger, vi erano le seguenti stazioni: Salernum
contrassegnata da due torri, (P)icentiae, Silarum
(fl)umen, Nares Lucanae, Acerronia,
Foro popili (=Forum populi=Anni forum).
Il
Gruppo Archeologico ha effettuato le ricognizioni prevalentemente
lungo il tracciato antico della via romana. La squadra,
addetta allesplorazione, nelle diverse ricognizioni
topografiche, ha utilizzato e preso in considerazione:
- le
fonti storiche antiche e medioevali;
- il
Corpus Inscriptionum Latinarum(=CIL), vol.
X;
- la
bibliografia esistente sulla via romana e, in particolare,
il saggio di Floriana Cantarelli, La via Regio-Capuam:
problemi storici e topografici, pubblicata in
"LUniverso", n. 6 (novembre-dicembre
1980) e n.1 (gennaio-febbraio 198) dellIstituto
Geografico Militare, Firenze;
- gli
itinerari antichi, Itineraria picta et annotata:
la Tabula di Peutinger, lItinerarium
Antonini (98-111), gli itinerari dellAnonimo
Ravennate (IV, 34) e di Guidone (42-43), il cippo
miliare di S. Onofrio: "CCLX / T. ANNIVS
T. F. PR , il Lapis Pollae (CIL I ˛ 638=6950;
ILS I 23; ILLRP I 454), le due epigrafi rinvenute
a Roma nel 1883-1884, relative alla via Appia-Annia
(CIL VI 31338a=ILS I 452: anno 214 d. C. e CIL VI
31370; la Tabula tributaria di Volcei, anno
323 d. C. (CIL X 407);
- i
fogli dellIstituto Geografico Militare (I.
G. M. 1: 25.000);
- lubicazione
dei ponti romani, spesso rifatti in epoca medioevale
e moderna;
- la
posizione di sorgenti naturali e pozzi;
- la
dislocazione di pievi medioevali;
- la
persistenza di toponimi antichi e medioevali.
TRATTO
SALERNUM-PICENTIA
Il
Gruppo, addetto allesplorazione, ha effettuato lindagine
direttamente sul territorio lungo il tracciato della via
romana (oggi anonimo tratturo) da Fratte, frazione di
Salerno.
Lindagine,
condotta a piedi direttamente sul territorio, ha contribuito
a rintracciare la direttrice della via romana e ad arricchire
le conoscenze anche sul territorio: notevole č stato lapporto
di informazioni avute da agricoltori e da persone residenti
che hanno conoscenza diretta del territorio.
Numerose
sono state le segnalazioni fatte da contadini circa le
aree di ritrovamenti archeologici.
Fratte,
frazione di Salerno, situata alla confluenza del Grancano
con lIrno, era un nodo stradale antico, molto importante
sotto il profilo viario e commerciale. La presenza di
un centro etrusco a Fratte, identificabile con Marcėna,
i reperti archeologici ivi rinvenuti (VI- IV sec. a. C.)
e la presenza di un acquedotto etrusco in galleria, sotto
il monte Epipoli, denotano che si trattava di unarea
archeologica intensamente abitata, attraversata da vie
romane di primaria importanza.
"Fra
le Sirenusse e Poseidonia cč Marcina, una colonia
tirrenica abitata da Sanniti. Di lā a Pompei via Nocera,
listmo non supera i centoventi stadi
(=22 km)" Questo passo di Strabone indica che Marcina,
collegata direttamente con Pompei, era uno nodo viario
principale: era capolinea di una via istmica. La Tavola
di Peuntinger segna la stazione Salernum collegata,
via Picentiae, con Avellino. Vietri, identificata
da alcuni studiosi con Marcina, sita in una posizione
orografica difficile, non poteva avere un ruolo primario
nella viabilitā antica e, daltra parte, non mai
ha restituito iscrizioni etrusche come lAcropoli
di Fratte.
Nel
tardo medioevo (1293), la chiesa di S. Demetrio di Fratte,
toponimo significativo (=Dea Mater), era "in
loco ubi dicitur Caput de strada" (CDS, III,
doc. CLXV, p. 198).
La
Tabula di Peuntiger indica la stazione di Salerno (mansio)
con un simbolo: due torri. Le vignette (due torri, tre
torri) sono state variamente interpretate da studiosi,
storici e archeologi.
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