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LE
STAZIONI NEGLI ITINERARI E NEL LAPIS POLLAE
La
Tabula di Peuntinger indica le distanze e le stazioni
fra Capua e Salerno. La via Regio-Capuam, attestata
nell Elogium Pollae, è stata attribuita a
ben cinque autori diversi: P. Popilio Lenate (132 a. C.),
Manio Aquilio Gallo (101 a. C.), T. Annio Lusco (console
nel 153 a.C.), T. Annio Rufo (pretore nel 131 e console
nel 128 a.C.), Appio Claudio Pulcro (143 a.C.). Il costruttore
della strada ha lasciato ai posteri una epigrafe enigmatica
che presenta elementi sia dellelogium sia
del miliarium. Si trova attualmente a Polla, in
località S. Pietro. Qui era il Forum Anni = Foro
di Annio, detto anche Forum populi (= Foro del
popolo). Ma un errore paleografico, dovuto alla tradizione
amanuense, ha traformato Forum populi in Foro
Popili (Foro di Popilio): da questo errore è derivata
lattribuzione della via a P.
Popillio
Lenate, console nellanno 132 a .C. La celebre iscrizione
è nota anche col nome di Lapis Pollae.
IL
TRATTO NUCERIA-SALERNUM
Il
famoso Lapis Pollae indica le distanze dal Foro,
cioè da S. Pietro di Polla (SA), in direzione Nord fino
a Capua e, in direzione Sud, fino a Reggio. Da Polla,
località S. Pietro, verso Nord, fino a Nocera: miglia
51, fino a Capua: miglia 84. Da Nocera a Capua intercorrono
33 miglia (M.P.84-5=miglia 33). Il Lapis Pollae,
detto anche Elogium,sul tracciato viario Regio-Capuam,
indica due stazioni: Nocera (miglia 51) e Capua (miglia
84), ma ignora la stazione intermedia di Salerno. Perchè?
La stazione di Salerno, si noti, non è citata né dallAnonimo
Ravennate, né da Guidone. I due geografi indicano, daccordo,
lo stesso tracciato stradale che non tocca Salerno: Nocera-Avellino-Sele.
Il primo, infatti, indica questa direttrice: Nuceria
Constantia-Abellinon-Picentia; il secondo: Abellinum
- Picensia - Silarum. Nel 131 a. C., Salerno,
a distanza di 63 anni dalla sua fondazione, evidentemente
non aveva ancora una mansio. La strada Regio-Capuam
non attraversava Salerno, ma passava allesterno
della città per la frazione Fratte, che, si noti, ancora
nel tardo Medioevo, era un nodo viario principale: Caput
de strata. Salerno, fondata nel 194 a. C., nella fase
iniziale dello sviluppo urbanistico, era collegata con
un ramulus alla Regio-Capuam in località
Fratte. Fondata nel 194 a. C., Salerno aveva soli 63 anni
di vita, quando, nel 131 a. C., fu costruita la strada
Regio-Capuam. Solo lItinerario di Antonino
, datato al III sec. d. C., indica con esattezza che Salerno
era attraversata dalla strada romana e che vi era una
stazione interna in medio Salerno. Dopo ultimata
la Regio-Capuam, evidentemente era stato costruito
anche il tronco stradale Nuceria-Salernum, attraverso
il valico di Cava per abbreviarne il percorso. Era una
variante della Regio-Capuam, costruita per vitalizzare
la nuova città, che prima era isolata. La strada romana
attraversava lattuale via Tasso, dove, nel 1879,
fu rinvenuto un tronco di strada antica alla profondità
di un metro. Nel 1841, in piazza abate Conforti, davanti
al Convitto Nazionale, fu trovata una pietra miliare datata
al tempo di M. Antonio Gordiano III (238-244 d. C.): in
essa è citato limperatore che aveva provveduto alla
ricostruzione della via Nuceria Salernum, da tempo
dissestata. Nella Tabula di Peuntinger due torri
affiancate rappresentano Salerno. Esse denotano
due postazioni militari destinate a pattugliare due tronchi
stradali: Salerno-Nocera e Salerno-Picenza. I due posti
di polizia, ospitati nelle due torri, dovevano trovarsi
a Fratte dove vi è la sorgente di acqua minerale.
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