Ricerca scientifica

 

TRATTO PONTE ROTTO-AD NARES LUCANAS

 

Nella esplorazione del percorso stradale di età romana, in località Zonzo, in agro di Postiglione (SA), lungo il tracciato viario, il gruppo, addetto all’esplorazione, ha notato un cippo lapideo ritenuto comunemente titolo di confine. Su una facciata reca la seguente scritta: "F IV / S. I.". Potrebbe trattarsi di un tabelarius: dei tabelari si fa menzione nel Lapis Pollae.

Le sigle potrebbero essere sciolte in questo modo: Quadraginta Quattuor / S(tilitibus) I(udicandis)=44 miglia (=km 65 circa),

secondo le distanze indicate dagli stiliti.

Il costruttore della via, nel Lapis Pollae, infatti, si vanta di aver costruito l’intera strada: Viam fecei ab Regio Capuam et / in ea via ponteis omneis, miliarios / tabelariosque poseivei (Io ho costruito la via da Reggio a Capua e in questa via ho sistemato tutti i ponti, i miliari e i tabelari [=miliari minori]). Su questo cippo, allo stato della ricerca, si possono formulare due ipotesi. Prima ipotesi: potrebbe trattarsi di uno stilite o miliario minore (tabelarius), posto esattamente a metà strada per indicare la metà della distanza (44 miglia) che intercorre tra la stazione (mansio) di Salerno, sita a Fratte, e il Forum Anni (S. Pietro di Polla).

Infatti, secondo la Tavola di Peutinger, la distanza totale da Salerno fino al Forum Anni è esattamente: 44 miglia (=km 66 circa). La Tabula di Peutinger, infatti, indica queste distanze: Salerno-(P)icentiae XII (=VII ); (P)icentiae-Silarum fl. VIIII (=XIIII); Silarum fl-Ad Nares Lucanas VIIII; Nares Lucanae-Acerronia VIIII; Acerronia-Forum populi V. Totale: XLIV.

Infatti, il reperto, rinvenuto in località Zonzo, vicino alla Duchessa (=Primae Tabernae), si trova a 22 miglia da Fratte, frazione di Salerno e a 22 miglia da S. Pietro di Polla (Forum Anni o Forum Populi). Seconda ipotesi: potrebbe trattarsi di un termine di confine più o meno moderno.

Il reperto è stato esaminato anche dalla dr.ssa Adele Lagi, ispettore archeologo, nel corso di un sopralluogo effettuato col Gruppo Archeologico Salernitano.

Il Gruppo, addetto all’esplorazione, in data 20 maggio1995, ha effettuato un’accurata ricognizione archeologica in località Casino della Duchessa, nel Comune di Postiglione (SA). Anche qui le antiche taverne, rimaste inutilizzate, sono state trasformate in fabbricati rurali: sono queste le Primae Tabernae, menzionate da M. Valerio Probo, distanti esattamente VI miglia dal porto Alburno. Nei campi arati affiorano pezzi di tegoloni e frammenti di ceramica, chiaramente riferibili ad età romana: i frammenti ceramici, raccolti qui e altrove, sono stati consegnati alla competente Soprintendenza. In questo sito archeologico si notano vistosi ruderi di età medioevale, i resti di una chiesa e del Casino della Duchessa. Vi è anche una grossa sorgente d’acqua: l’impianto idrico di epoca romana, mediante una tubatura in piombo, alimenta ancora oggi una vasca, costruita in epoca romana: è ben conservata ed ha la volta

a botte. La presenza di queste Primae Tabernae, poste, come dice Probo, al sesto miglio dal porto Alburno, ha indotto il Gruppo a ricercare il porto nell’alveo del fiume Sele, esattamente dove vi è una struttura antica (molo del porto Alburno ?) accanto al ponte rotto romano.

In data 20 giugno 1996, è stata effettuata una ricognizione archeologica su un’altura detta Serra S. Angelo, frazione di Sicignano (Salerno). È un rilievo che domina la via romana e il corso del Tanagro e gran parte della valle. Nella parte più alta vi sono i resti di una torretta longobarda, i ruderi dell’alloggio del corpo di guardia e notevoli tratti di una cinta muraria. Tutto il pendio dell’altura, solcato da una strada che porta alla torretta, è cosparso di frammenti di laterizi riferibili ad epoca romana.

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