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<title>...Conservando...Restaurando...</title><link>http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/</link>
<description>...Conservando...Restaurando...</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[UN VIAGGIO NELLA STORIA DI BOSCOREALE (NA).]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="3">Per gli amanti dell&rsquo; area vesuviana e dei ritrovamenti archeologici effettuati in questa zona, vi consiglio la visita all&rsquo; Antiquarium di Boscoreale (Na) e all&rsquo; area archeologica di Villa Regina. </font></p>
<p><font size="3">L&rsquo; Antiquarium, realizzato nel 1991 e adiacente all&rsquo; area archeologica , espone nelle sue sale i reperti provenienti da tutti i siti archeologici vesuviani i quali, permettono di ricostruire e comprendere come fosse l&rsquo; ambiente e l&rsquo; economia di et&agrave; romana, prima dell&rsquo; eruzione del 79 d.C. </font></p>
<p><font size="3">Nelle varie vetrine dell&rsquo; Antiquarium, accompagnate da ricostruzioni ambientali della foce del Sarno, degli ambienti di pianura e dei paesaggi collinari ,oltre al bosco del Vesuvio, si possono osservare nel I Settore i reperti che documentano lo sfruttamento del mare. Tra questi &egrave; possibile ammirare varie specie della fauna marina, arnesi da pesca ( anche reti e corde), anfore contenenti il garum (nota salsa di pesce) e varie specie botaniche che crescevano sulla costa. </font></p>
<p><font size="3">Nel II Settore sono visibili le testimonianze relative alle zone pianeggianti ai piedi del Vesuvio e attraversate dal fiume Sarno.Tra i reperti sono presenti vanghe, zappe e altri attrezzi per lavorare la terra e la lapide di Numerius Popidius Nicostratus, un antico perito agrario. </font></p>
<p><font size="3">Nel III Settore sono esposte le testimonianze delle zone collinare sfruttate per le colture . Tra i reperti ci sono resti vegetali carbonizzati come acini di uva, olive e resti di olio oltre ad anfore e bottiglie in vetro utilizzate come contenitori per il vino, l&rsquo; olio e la frutta conservata nel miele. </font></p>
<p><font size="3">Nel settore successivo , sono visibili reperti relativi allo sfruttamento delle risorse che offriva il bosco del Vesuvio: utensili come fusi, cucchiai, dadi, amuleti, ottenuti dalla lavorazione di osso e di corna di cervi, caprioli e cinghiali e una tavoletta in legno ricoperta di cera, utilizata per la scrittura. Di notevole interesse sono i reperti relativi all&rsquo; attivit&agrave; agricola e all&rsquo; allevamento. Sono esposti resti di uova, formaggio , biada, un&rsquo; intera forma di pane, cereali, campanelli, ecc&hellip;. Emozionanti sono i calchi in gesso di un maiale e di un cane immortalati nella loro sofferenza . </font></p>
<p><font size="3">Completano la prima sala le vetrine dedicate alla medicina con boccette di vetro e strumenti chirurgici; la vetrina dedicata ai profumi e alla cosmesi con balsamarii , un pettine, pinzette e scatoline; la vetrina dedicata alle specie tessili e tintorie con i resti di campioni di tessuto e fibre vegetali. </font></p>
<p><font size="3">Nella II sala sono esposti i principali reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Boscoreale dove, in et&agrave; romana, esistevano molte ville rustiche e ville signorili. Nelle vetrine sono esposti reperti in bronzo e materiale fittile oltre, ad alcuni affreschi e al plastico della Villa della Pianella nella quale &egrave; stato trovato il famoso tesoro di Boscoreale oggi conservato al Museo del Louvre. </font></p>
<p><font size="3">L&rsquo; antiquarium dispone anche di una sala per mostre temporanee che attualmente ospita la mostra sui calchi delle vittime dell&rsquo; eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Nella sala &egrave; possibile ammirare i calchi in gesso e in resina di varie vittime e numerosi pannelli esplicativi sulla storia e sulla tecnica dei calchi, inventata da Giuseppe Fiorelli.</font></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<img alt="" src="/public/dblog4\bosco4.jpg" /></p>
<p><font size="1">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;</font><font color="#333333" size="2"> Veduta dall' alto di Villa Regina</font></p>
<p><font size="3">In merito all&rsquo; area archeologica, situata a pochi metri dall&rsquo; Antiquarium, essa rappresenta un ottimo esempio di conservazione archeologica. Scoperta nel 1977, &egrave; stata riportata completamente in luce e resa fruibile al pubblico grazie ad interventi di restauro che hanno garantito la sua corretta conservazione, attraverso la ricostruzione delle coperture.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</font></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/bosco5.jpg" /></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<font color="#333333" size="2">Veduta dall' alto di Villa Regina</font></p>
<p>La villa, di piccole dimensioni, era utilizzata per la produzione del vino e si sviluppava intorno ad un portico sul quale affacciano vari ambienti, come la cella vinaria con 18 dolia per la conservazione del mosto, il torcularium (la stanza per il torchio), il torchio, alcuni ambienti abitativi e alloggi, la cucina e il deposito per il fieno.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img style="WIDTH: 452px; HEIGHT: 324px" height="279" alt="" src="/public/dblog4\bosco14.jpg" width="289" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<font color="#333333" size="2"> Villa Regina.&nbsp; Cella vinaria con 18 dolia.&nbsp;</font></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img alt="" src="/public/dblog4\bosco17.jpg" /></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <font color="#333333" size="2">Villa regina. Portico.</font></p>
<p>Nell&rsquo; area che circonda la casa &egrave; stato possibile effettuare i calchi delle colture presenti in questa antica fattoria. Interi tronchi di alberi sono stati ricostruiti grazie ai calchi in gesso e grazie al ritrovamento delle radici della vite &egrave; stato possibile ricostruire un vigneto che attualmente si estende ai lati dell&rsquo; abitazione. </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/bosco7.jpg" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <font color="#333333" size="2">Villa Regina. Vigneto.</font></p>
<p><font size="3">Altre&nbsp;immagini della viila sono inserite nella sezione &quot;Fotografie&quot;&nbsp;</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=5]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=5</guid>
	<dc:date>2010-05-12T19:30:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Amoruso Maria</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[INAUGURAZIONE DELL' AULA SUPERIORE DI SAN PIETRO A CORTE]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In occasione della XII Settimana della Cultura , Venerd&igrave; 16 Aprile alle ore 17:00, &egrave; stata inaugurata l&rsquo; Aula superiore del Complesso Monumentale di San Pietro a Corte. L&rsquo; aula, che rappresenta l&rsquo; unico settore visibile dell&rsquo; antico palazzo longobardo di Arechi II , era la cappella privata del Principe, dedicata ai Santi Pietro e Paolo. </p>
<p>Dopo alcuni anni di restauro, oggi la Cappella palatina &egrave; finalmente visitabile e attraverso i volontari del Gruppo Archeologico Salernitano &egrave; possibile effettuare una visita guidata all&rsquo; intero complesso (ipogeo e aula superiore) fino al giorno 25 Aprile. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli orari di apertura sono i seguenti:</p>
<p>&nbsp;dal 17 al 25 Aprile -mattina 10:00 &ndash; 13:00 </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; - pomeriggio 17:00 &ndash; 20:00 </p>
<p>Vi aspettiamo numerosi per farvi conoscere questo nuovo tassello della storia della citt&agrave; di Salerno. </p>
<p><img src="/public/dblog4\cap.pal.jpg" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="/public/dblog4\cap.pal.3.jpg" alt="" /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=4]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=4</guid>
	<dc:date>2010-04-19T18:40:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Amoruso Maria</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lo stato di conservazione degli affreschi di San Pietro a Corte]]></title>
	<description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="3">Il&nbsp;seguente&nbsp;articolo &egrave; inserito nella&nbsp;&nbsp;rivista&nbsp; del Gruppo&nbsp;&nbsp; Archeologico&nbsp; &nbsp;Salernitano</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#808000" size="4">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</font><font face="Times New Roman"><em><font color="#99cc00" size="5">&quot;SALTERNUM&quot; ANNO XIII - nn. 22-23&nbsp;&nbsp; </font></em></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="5"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><em><font face="Times New Roman" color="#99cc00" size="4"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><em><font face="Times New Roman" size="4"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="3">La presentazione della rivista si terr&agrave; il giorno&nbsp;Mercoled&igrave; 3 Febbraio, ore 18:30 ,&nbsp;presso l' Aula Magna dell' Istituto Scolastico Giacinto Vicinanza , Corso Vittorio Emanuele ,135, Salerno.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="3">Tutti coloro che sono interessati sono invitati a partecipare.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font size="3">&nbsp;</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify" align="center"><font size="4">&nbsp;</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#ff6600" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" color="#808000" size="4"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><em><font face="Times New Roman" color="#808000" size="4"></font></em></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>complesso monumentale di San Pietro si colloca nel centro storico della citt&agrave; di Salerno. La sua storia, molto articolata dal punto di vista architettonico, ha inizio nel I-II sec. d.C. con la costruzione di un complesso termale. Il frigidarium di queste terme costituisce la parte pi&ugrave; antica del complesso di S. Pietro a Corte e di conseguenza, pone un termine certo per l&rsquo; identificazione del primo periodo di frequentazione della struttura.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"><font face="Times New Roman">Nel V sec. d.C. , in seguito ad un precedente abbandono delle terme , il frigidarium continu&ograve; ad essere frequentato, non pi&ugrave; come ambiente termale, ma con funzioni totalmente differenti. Infatti esso divent&ograve; un luogo religioso che con opportune modifiche fu utilizzato come Ecclesia<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>paleocristiana e Coemeterium. La chiesa e il cimitero destinato ad &ldquo;ospitare&rdquo; i corpi delle personalit&agrave; e delle famiglie pi&ugrave; importanti di Salerno, vennero frequentati e utilizzati fino alla prima met&agrave; dell&rsquo; VIII sec. d.C. <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Nell&rsquo; VIII sec. d.C. , Arechi II, Principe dei longobardi, scelse la citt&agrave; di Salerno per la costruzione di un suo secondo palazzo il quale, doveva includere al suo interno una cappella privata.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Come luogo di costruzione per la sua cappella , Arechi II individu&ograve; l&rsquo; ecclesia e il cimitero paleocristiano e dopo aver apportato alcune modifiche architettoniche ( abbattimento delle volte romane e costruzione di pilastri e murature di sostegno) innalz&ograve; su di essi la cappella <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>dedicandola ai santi Pietro e Paolo.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Le fondamenta di questa cappella , costituite dalle strutture del frigidarium , dalla chiesa e dal cimitero , diventarono un ambiente ipogeo frequentato soltanto dalla famiglia reale. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Con la fine del regno longobardo e con l&rsquo; arrivo dei Normanni a Salerno, la struttura ipogea fu nuovamente frequentata e trasformata in oratorio. In questo periodo storico, (XII-XIII sec. d.C.) vennero realizzate </font><font face="Times New Roman" size="3">una<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>serie<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>di<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>pitture<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>murali<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>con<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>soggetti </font><font face="Times New Roman" size="3">religiosi e stile bizantineggiante. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Successivamente, la struttura fu utilizzata come sala pubblica in cui venivano conferite le lauree della Scuola Medica Salernitana finch&eacute; alla fine del 1500 si verific&ograve; l&rsquo; abbandono dell&rsquo; intero complesso. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Le decorazioni parietali dell&rsquo; oratorio furono realizzate con la tecnica dell&rsquo; affresco. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">In seguito agli scavi archeologici effettuati negli anni &rsquo;80 del XX sec. , gli affreschi furono sottoposti ad una serie di restauri finalizzati a preservare la loro integrit&agrave; strutturale e decorativa. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Attualmente il loro stato di conservazione suscita non poche preoccupazioni poich&eacute;, sono ben evidenti svariate forme di degrado che nel corso degli anni hanno agito sugli affreschi creando danni consistenti allo strato pittorico e all&rsquo; intonaco sottostante. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">I materiali che costituiscono l&rsquo; affresco, ma anche tutti quelli che costituiscono ogni altro bene culturale, sono soggetti a questi fenomeni di alterazione e degrado per<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</span>l&rsquo; interazione che si verifica tra essi e<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>l&rsquo; ambiente in cui sono situati.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">L&rsquo; alterazione , &egrave; un fenomeno che modifica il materiale senza provocare un peggioramento delle sue propriet&agrave;. Essa influisce non sulla consistenza dell&rsquo; opera ma sul suo aspetto alterandone il colore o comunque la superficie esterna .</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il degrado invece modifica le propriet&agrave; del materiale provocando quindi una perdita di parte dell&rsquo; opera. Esso agisce sul bene con fenomeni di consumo e distruzione , attraverso trasformazioni di natura chimica , fisica e biologica . </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Sul pilastro arechiano situato nella zona dell&rsquo; ecclesia&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>(ambiente D),&nbsp;c&rsquo; &egrave;<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>l&rsquo;affresco </font><font face="Times New Roman" size="3">&ldquo; Madonna regina in trono con Bambino e Santa Caterina d&rsquo; Alessandria&rdquo; (Fig.1) realizzato nel XII sec. d.C. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/1-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"><font face="Times New Roman">Fig. 1- Madonna regina in trono con bambino e Santa&nbsp;</font></span><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>Caterina d&rsquo; Alessandria.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">L&rsquo; intera immagine &egrave; circondata da una cornice rossa che risulta mancante in molti punti. Inoltre si pu&ograve; notare una notevole lacuna nella zona destra dell&rsquo; immagine che occulta una parte del corpo del Bambino.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Lo stato di conservazione dell&rsquo; affresco &egrave; mediocre. Le forme di degrado che hanno agito e continuano ad agire su di esso sono in gran parte leggibili sullo strato pittorico, ma si estendono anche all&rsquo; intonaco sottostante. Infatti si sta verificando una graduale disgregazione della muratura che in alcune zone, ha provocato la perdita dei colori originali e l&rsquo; esposizione in primo piano dello strato di intonaco sottostante.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">La disgregazione &egrave; la separazione spontanea di grani di materiale senza che si eserciti alcuna azione meccanica su di essi. <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>La sua manifestazione pu&ograve; verificarsi in seguito al passaggio dell&rsquo; acqua , che pu&ograve; circolare in una parete attraverso vari fenomeni come la capillarit&agrave; o l&rsquo; infiltrazione. Il suo passaggio pu&ograve;<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>provocare lo scioglimento dei sali che incontra lungo il suo cammino depositandoli altrove. I danni dovuti alla presenza di sali si verificano in seguito all&rsquo; evaporazione dell&rsquo; acqua , quando essi cristallizzano e quindi aumentano di volume . Si verifica a questo punto una prova di forza tra i cristalli in espansione e le pareti dei pori del materiale in questione; infatti uno dei due dovr&agrave; cedere a seconda della loro resistenza . Se l&rsquo; intonaco &egrave; pi&ugrave; resistente , il cristallo verr&agrave; espulso sotto forma di efflorescenza , se invece &egrave; pi&ugrave; forte il sale , le pareti dei pori si romperanno causando la disgregazione dell&rsquo; intonaco .</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/2-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 2 &ndash; Particolare dell&rsquo; affresco con evidente disgregazione dello strato pittorico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/3-S.P..jpg" /></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 3 &ndash; Particolare dell&rsquo; affresco.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Nella fig. 2 &egrave; possibile osservare la disgregazione della superficie pittorica che ha provocato l&rsquo; esposizione dello strato di intonaco sottostante.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Nella fig. 3 si pu&ograve; osservare nel particolare dell&rsquo; ampollina, ci&ograve; che resta del colore<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>originale e il risultato cromatico verificatosi in seguito all&rsquo; azione della forma di degrado.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Nell&rsquo; affresco inoltre &egrave; possibile osservare la formazione in alcuni punti di una leggera patina biancastra o patina carbonatica. Negli intonaci a base di calcio , l&rsquo; azione combinata dell&rsquo; acqua e dell&rsquo; anidride carbonica sul calcio pu&ograve; provocare alterazioni chimiche. Quando l&rsquo; intonaco di un affresco inizia a far presa , l&rsquo; acqua evapora progressivamente trasformando la malta in un composto sempre pi&ugrave; compatto . Contemporaneamente in superficie inizia a formarsi una crosta di carbonato di calcio che pu&ograve; rallentare la penetrazione dell&rsquo; anidride carbonica nella profondit&agrave; dell&rsquo; intonaco . Di conseguenza , in superficie risulter&agrave; uno strato molto duro perch&eacute; completamente carbonatato , mentre sotto , lo strato sar&agrave; pi&ugrave; debole,<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>perch&egrave; l&rsquo; acqua &egrave; evaporata prima che tutto l&rsquo; idrato di calcio sia entrato in contatto con l&rsquo; anidride carbonica e quindi in profondit&agrave; rester&agrave; uno strato di idrato di calcio .A questo punto , se l&rsquo; intonaco viene bagnato dalla pioggia o se si trova in ambienti altamente umidi , l&rsquo; idrato di calcio pu&ograve; reagire di nuovo con l&rsquo; anidride carbonica dell&rsquo; aria e quando l&rsquo; acqua evapora , pu&ograve; venire in superficie , dove carbonatandosi , continua ad indurire l&rsquo; intonaco .</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Quando tutto l&rsquo; idrato di calcio avr&agrave; reagito , l&rsquo; umidit&agrave; non<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>potendo pi&ugrave; reagire con esso , provocher&agrave; un processo di disgregazione poich&eacute; l&rsquo; anidride carbonica inizier&agrave; ad esercitare la sua azione acida sul carbonato di calcio , trasformandolo in bicarbonato solubile che , quando l&rsquo; acqua sar&agrave; evaporata , si ridepositer&agrave;<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>altrove, sottoforma di un velo bianco di carbonato di calcio . </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Alla destra dell&rsquo; affresco sopra citato, c&rsquo; &egrave; una parete anch&rsquo; essa di costruzione arechiana sulla quale sono stati realizzati tra la fine del XII sec. e l&rsquo; inizio del XIII sec. d.C. una serie di affreschi ovvero, una &ldquo;Madonna eleusa o della tenerezza&rdquo;(Fig.4)e una&ldquo;Teoria di Santi&rdquo;. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Partendo con l&rsquo; analisi dello stato di conservazione della &ldquo;Madonna della tenerezza&rdquo; , la situazione risulta molto grave.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/4-S.P..jpg" />&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Fig. 4- Madonna elusa o della tenerezza</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">E&rsquo; visibile una netta differenza tra la parte alta dell&rsquo; affresco che risulta leggibile e in uno stato di conservazione migliore e la parte inferiore notevolmente rovinata. In questa zona manca almeno il 40% della superficie pittorica.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Anche su questo affresco la forma di degrado pi&ugrave; evidente consiste nella disgregazione, che in questo caso oltre allo strato pittorico ha interessato anche lo strato di intonaco immediatamente al di sotto.(Fig. 5)</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/5-S.P..jpg" /></p>
</span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 5- Particolare dell&rsquo; affresco in cui &egrave; visibile la disgregazione dello strato pittorico e dello </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; strato di intonaco sottostante.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p><font size="3">&Egrave; probabile che su di esso abbia agito una percentuale di umidit&agrave; notevolmente maggiore che sull&rsquo; affresco precedente.</font><font size="3">La realizzazione dell&rsquo; affresco in una struttura ipogea, il cui piano di calpestio si trova attualmente a circa <metricconverter productid="5 m" w:st="on"></metricconverter>5 m. dall&rsquo; attuale piano stradale ha reso possibile la risalita dell&rsquo; umidit&agrave; dal sottosuolo. Questo fenomeno spiega perch&eacute; la maggioranza delle forme di degrado <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>si sia sviluppata nella parte inferiore dell&rsquo; affresco che si trova molto pi&ugrave; vicina al piano di calpestio.(Fig. 6).</font></p>
</span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/6-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 6- Particolare dell&rsquo; affresco individuabile nella met&agrave; </span><span style="FONT-SIZE: 8pt">superiore dell&rsquo; opera. E&rsquo; evidente la </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">minore gravit&agrave; della </span><span style="FONT-SIZE: 8pt">forma di degrado. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp; </p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span><font size="3">Nella zona sinistra dell&rsquo; affresco, ancora una volta nella parte inferiore &egrave; possibile osservare in uno stesso punto le varie fasi di avanzamento di altre forme di degrado quali rigonfiamento, distacco e caduta dello strato pittorico (Fig.7).</font> </p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp; </p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/7-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Fig. 7- Particolare con sollevamento e caduta dello strato pittorico</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Anche in questo caso la principale causa dello sviluppo di queste forme di degrado &egrave; l&rsquo; umidit&agrave; e ancora una volta la parte di affresco interessata &egrave; lo strato pittorico. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">La superficie esterna di un affresco , quella che riceve lo strato pittorico , si trova sempre in condizione di instabilit&agrave; maggiore rispetto alla superficie sottostante . Ci&ograve; si verifica perch&eacute; essa costituisce il piano di separazione tra la struttura murale sottostante e l&rsquo; ambiente , e quindi , la manifestazione su di essa di fenomeni come l&rsquo; evaporazione , la condensazione e il semplice passaggio dell&rsquo; acqua , possono creare forme di degrado che generano la disgregazione della materia.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/8-S.P.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">&nbsp;<span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Fig. 8- Particolare con rigonfiamento, distacco e caduta dello strato pittorico</span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span></font><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font size="3">Alla destra della Madonna si possono osservare 2 santi (Fig. 8). Il primo risulta essere S. Giacomo, il secondo invece non offre le caratteristiche necessarie per una chiara identificazione.</font>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Nel verificare il loro stato di conservazione si possono riscontrare le medesime forme di degrado che hanno interessato l&rsquo; affresco precedente con soltanto qualche minima differenza.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/9-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 9- Santi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
</span></font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="3">La parte inferiore dell&rsquo; affresco continua ad essere quella maggiormente colpita dal degrado ma anche la parte superiore risulta danneggiata. Soltanto per S. Giacomo la situazione &egrave; migliore e il suo volto risulta perfettamente leggibile ma procedendo verso il basso, si pu&ograve; osservare che le mani sono interessate da rigonfiamento, distacco e una minima caduta della pellicola pittorica(Fig 9).</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/10-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 10- Particolare della mano di S. Giacomo<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>con evidente&nbsp;</span><span style="FONT-SIZE: 8pt"><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>distacco e caduta dello strato pittorico.</span> </p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p>&nbsp;<font size="3">Ancora pi&ugrave; in basso aumentano le aree interessate dal degrado. L&rsquo; umidit&agrave; che risale dal sottosuolo ha generato la comparsa di patine carbonatiche (Fig. 11), ancora una volta cadute dello strato pittorico(Fig. 12), efflorescenze(Fig.13) e concrezioni , dovute al deposito di sali da parte di acque circolanti sul materiale .</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img style="WIDTH: 425px; HEIGHT: 311px" height="251" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/11-S.P..jpg" width="327" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 11- Particolare con patine<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;<img style="WIDTH: 266px; HEIGHT: 206px" height="233" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/12-S.P..jpg" width="282" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</span>Fig. 12- Particolare con distacchi&nbsp;&nbsp;</span><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">di tipo carbonatico</span></p>
</span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/13-S.P..jpg" /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</span>Fig. 13- Particolare con efflorescenze</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">La situazione dell&rsquo; altro santo &egrave; ancora pi&ugrave; grave. Oltre alla presenza di lacune, il suo volto risulta sbiadito a causa di patine e concrezioni. La stessa situazione conservativa si pu&ograve; osservare sul resto del corpo oltre,ad una serie di lacune nella parte superiore dell&rsquo; affresco.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Alla destra dei due Santi si possono osservare gli ultimi due personaggi affrescati. Si tratta di due Santi Vescovi (Fig.14).</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/14-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="mso-spacerun: yes"><font size="3">&nbsp;</font></span><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 14- Santi Vescovi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Anche per<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>questi due personaggi, l&rsquo; umidit&agrave; proveniente dal sottosuolo e quella presente nell&rsquo; ambiente sono le cause principali della manifestazione delle forme di degrado.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Sull&rsquo; intera superficie dell&rsquo; affresco insiste una patina biancastra (Fig. 15) di diverso spessore la cui intensit&agrave; &egrave; maggiore nel vescovo di sinistra. Risulta compromessa l&rsquo; esatta lettura dei volti per la caduta dello strato pittorico.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Nella parte inferiore dell&rsquo; affresco si ripresenta la situazione riscontrata negli affreschi precedenti. La zona &egrave; maggiormente degradata per la risalita dell&rsquo; umidit&agrave; che ancora una volta ha generato patine, concrezioni e cadute dello strato pittorico (Fig. 16).</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><img style="WIDTH: 365px; HEIGHT: 326px" height="163" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/15-S.P..jpg" width="278" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 15- Particolare con patine<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp; <img style="WIDTH: 349px; HEIGHT: 287px" height="210" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/16-S.P.jpg" width="313" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 16-Particolare con caduta&nbsp; </span><span style="FONT-SIZE: 8pt">dello strato pittorico.</span> </p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="3">Frontalmente al pilastro arechiano<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>si innalza un setto murario anch&rsquo; esso di fattura arechiana che divide la sala termale in due parti. La parete, un tempo interamente decorata con affreschi, conserva oggi soltanto un soggetto iconografico nell&rsquo; area sinistra e alcuni frammenti in alto a destra. </font><font size="3">La situazione conservativa di questo affresco che ritrae &ldquo;San Nicola e il cavallo&rdquo; &egrave; particolarmente grave. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/17-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Fig. 17- San Nicola e il cavallo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"></span>&nbsp;</p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Diverse tipologie di forme di degrado si alternano e/o si sovrappongono sull&rsquo; intera superficie pittorica, protraendosi allo strato di intonaco sottostante.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Ancora una volta, &egrave; l&rsquo; umidit&agrave; presente in alte percentuali nella struttura, che regola l&rsquo; azione e lo sviluppo di tutti i processi di degrado che mettono a rischio la conservazione di questo affresco.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">La grande azione devastatrice dell&rsquo; acqua si pu&ograve; osservare gradualmente in questo affresco se si analizzano diverse aree dello stesso in cui le forme di degrado sono avanzate con tempi differenti. La risalita dei sali in superficie si colloca tra le prime manifestazioni <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>evidenti del passaggio dell&rsquo; acqua all&rsquo; interno della struttura muraria.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><img style="WIDTH: 349px; HEIGHT: 266px" height="207" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/18-S.P..jpg" width="300" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 18- Particolare con risalita dei sali in superficie&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;<img style="WIDTH: 353px; HEIGHT: 269px" height="215" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/19-S.P..jpg" width="278" /><span style="FONT-SIZE: 8pt">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">&nbsp;<span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 19- Particolare con risalita dei sali in superficie</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">La fase successiva prevede il rigonfiamento della pellicola pittorica, il suo distacco e infine la caduta. Contemporaneamente si possono osservare sulla superficie altre efflorescenze saline che continuano la loro azione disgregativa anche all&rsquo; interno dell&rsquo; intonaco.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img style="WIDTH: 318px; HEIGHT: 254px" height="202" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/20-S.P..jpg" width="255" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 20- Particolare con rigonfiamento, distacco e caduta della&nbsp;&nbsp;&nbsp;della pellicola pittorica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;<img style="WIDTH: 313px; HEIGHT: 243px" height="192" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/21-S.P..jpg" width="318" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">&nbsp;Fig. 21- Particolare con rigonfiamento, distacco e caduta</span><span style="FONT-SIZE: 8pt">della pellicola pittorica.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></p>
</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<span style="FONT-SIZE: 8pt"><font size="3">Le ultime fasi di questa tipologia di degrado mostrano la disgregazione dello strato pittorico e dell&rsquo; intonaco immediatamente al di sotto. In questo affresco inoltre si pu&ograve; osservare una particolare forma di degrado che ha provocato la formazione di piccoli buchi che si estendono dallo strato pittorico a quello di intonaco.</font> </span></p>
</span>
<p><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span><span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img style="WIDTH: 331px; HEIGHT: 268px" height="206" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/22-S.P..jpg" width="272" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img style="WIDTH: 328px; HEIGHT: 237px" height="209" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/23-S.P.jpg" width="265" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 22-23 &ndash; Particolari con formazione di buchi nello strato pittorico e in quello di intonaco.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Procedendo con un ulteriore analisi della superficie pittorica, si possono notare altre manifestazioni di degrado tra cui una frattura verticale nella zona in basso a destra dell&rsquo; affresco e ancora altre zone in cui manca lo strato pittorico. Attualmente in quest&rsquo; area non &egrave; presente nessuna forma di umidit&agrave; ma la disgregazione che si sta verificando &egrave;<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>probabilmente il risultato del passaggio dell&rsquo; acqua <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>in tempi passati.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img style="WIDTH: 388px; HEIGHT: 309px" height="198" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/24-S.P..jpg" width="282" />&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new="">Fig. 24- Particolare con caduta dello strato pittorico&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;&nbsp; <img style="WIDTH: 239px; HEIGHT: 342px" height="342" alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/25-S.P..jpg" width="202" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt">Fig. 25- Frattura dell&rsquo; affresco.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt"></span></span></p>
<span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><span style="FONT-SIZE: 8pt">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Dallo studio effettuato su tutte le pitture, in considerazione dell&rsquo; ambiente in cui esse sono situate e in base alle forme di degrado riscontrate , risulta evidente che la causa principale dell&rsquo; alterazione e del degrado sia l&rsquo; acqua. Sia che essa abbia agito in forma liquida o di vapore, la sua azione &egrave; stata costantemente attiva nel corso degli anni da lasciare danni ingenti su buona parte delle pitture.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Nella struttura di San Pietro a Corte l&rsquo; umidit&agrave; si &egrave; diffusa in vari modi.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">L&rsquo; umidit&agrave; di condensazione che evaporando , tende a saturare l&rsquo; aria<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>nell&rsquo; ambiente e quindi a provocare condensazioni sulle altre pareti giustifica la formazione dei veli bianchi di carbonato di calcio e delle efflorescenze sugli affreschi.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">L&rsquo; umidit&agrave; di capillarit&agrave; che circola nei pori dei materiali che compongono le murature giustifica la formazione di efflorescenze e causa l&rsquo; erosione e la distruzione delle malte e degli intonaci per solubilizzazione e ricristallizazione dei sali nelle zone di evaporazione.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Infine l&rsquo; umidit&agrave; proveniente dal sottosuolo, dovuta alla struttura ipogea, spiega il motivo della maggiore diffusione delle forme di degrado nelle zone inferiori degli affreschi.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">A queste forme di degrado sviluppatesi per cause fisiche, bisogna aggiungere alcune forme di degrado generate da cause biologiche. La probabile presenza di funghi o batteri ha generato la nascita di chiazze nere sulla superficie muraria dell&rsquo; abside dell&rsquo; ecclesia paleocristiana.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><img alt="" src="http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/public/dblog4/26-S.P..jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new="">Fig. 26- Abside. Le macchie scure sul muro sono dovute ad un attacco biologic</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""></span><span style="FONT-SIZE: 8pt; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="3">Complessivamente la condizione conservativa dell&rsquo; apparato decorativo di San Pietro a Corte richiede un immediato intervento di restauro.</font>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Le principali fasi del lavoro di conservazione e restauro dovrebbero basarsi sul consolidamento delle parti di strato pittorico che risultano in fase di distacco e sull&rsquo; eliminazione delle efflorescenze e delle patine carbonatiche. Queste operazioni hanno il compito di bloccare almeno temporaneamente il lento ma arduo processo di distruzione che sta agendo sugli affreschi. Per rendere duraturo tale intervento bisognerebbe creare le condizioni idonee per ristabilire l&rsquo; equilibrio tra le opere, la struttura e l&rsquo; ambiente in cui esso di trova. Ci&ograve; potrebbe essere concretizzato con la creazione di un idoneo microclima che mantenga costantemente <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>la temperatura ideale per la migliore conservazione degli affreschi. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">In questo modo potrebbe essere eliminata l&rsquo; umidit&agrave; di condensazione. Molto difficile se non impossibile invece &egrave; riuscire ad eliminare l&rsquo; umidit&agrave; proveniente dal sottosuolo. Nonostante questo impedimento, l&rsquo; attuazione degli interventi precedentemente descritti garantirebbe comunque una vita pi&ugrave; lunga agli affreschi e all&rsquo; intera struttura e con la l&rsquo; attuazione di un intervento di restauro pittorico si potrebbe ammirare nuovamente lo splendore originario delle pitture. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3">Garantire una continuit&agrave; storica e artistica a questo complesso che testimonia attraverso la sua storia e la sua stratigrafia la crescita sociale e culturale che la citt&agrave; di Salerno ha avuto nei secoli &egrave; un dovere che le autorit&agrave; competenti<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>devono assolvere per salvaguardare il patrimonio artistico di una citt&agrave; che un tempo fu la sede del palazzo ducale del principe dei longobardi Arechi II.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">&nbsp;</p>
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</span></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</span></span></span></span></span></span></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=3]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=3</guid>
	<dc:date>2010-01-02T16:52:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Amoruso Maria</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL SITO ARCHEOLOGICO ROMANO DI SOMMA VESUVIANA.]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font color="#339966">UN PROMETTENTE PROGETTO DI SCAVO E CONSERVAZIONE</font>. </p>
<p>Negli anni ’30 nelle campagne di Somma Vesuviana (Na), un contadino durante i lavori agricoli effettuati nel suo campo, scopr&igrave; delle strutture murarie nel sottosuolo del suo terreno. Immediatamente ebbero inizio le ricerche archeologiche con la supervisione di Matteo Della Corte che riportarono alla luce una piccola parte delle strutture murarie di un grande complesso come colonne e capitelli di marmo, pavimenti in mosaico e stucchi policromi. </p>
<p>In considerazione della monumentalit&agrave; dell’ edificio e della sua ubicazione si ipotizz&ograve; che la villa potesse essere la residenza in cui mor&igrave; l’ imperatore Ottaviano Augusto. Nonostante il manifestato interesse degli abitanti di Somma, per la mancanza di fondi, lo scavo non pot&eacute; proseguire. Dal 2002 l’ Universit&agrave; di Tokyo , in collaborazione con illustri archeologi italiani come Antonio De Simone, Umberto Pappalardo, Maria Giuseppina Cerulli Irelli e Pietro Giovanni Guzzo, ha intrapreso un progetto multidisciplinare di ricerca ricominciando lo scavo interrotto negli anni ’30. Dalle le campagne di scavo effettuate fino ad oggi, sono emersi i resti di un monumentale edificio romano realizzato nella prima et&agrave; imperiale, scampato all’ eruzione del 79 d.C. e sopravvissuto cambiando carattere e funzione fino all’ eruzione del Vesuvio del 472 d.C. </p>
<p>Nell’ area di scavo indagata, attualmente &egrave; possibile osservare un vano con un colonnato centrale e due pareti simmetriche decorate con nicchie. In una di queste nicchie fu rinvenuta una statua in marmo di peplofora, mentre alla base del colonnato furono trovati i frammenti di un’ altra statua identificabile con Dioniso con cucciolo di pantera in braccio. </p>
<p><img src="/public/dblog4\villa 8 bis.jpg" alt="" /></p>
<p>Nella parte meridionale il vano si compone in un’ esedra con tre accessi verso un’ area lastricata. Il muro centrale presenta una splendida decorazione in stucco che conserva ancora tracce di pittura. Ad ovest di questo ambiente c’ &egrave; un vano absidato . A nord del vano centrale due scale conducono ad una terrazza inferiore. Tra le due scale sono state rinvenute 3 cisterne/silos di forma quadrata al cui interno sono stati ritrovati alcuni reperti di pregio e a nord di queste si &egrave; scoperta la cella vinaria con alcuni dolia inseriti nel pavimento. Ad ovest si trovano due ambienti absidati che conservano entrambi delle splendide decorazioni pittoriche. Nell’ ambiente pi&ugrave; grande la decorazione consiste in un fregio di Nereidi e Tritoni; nell’ ambiente pi&ugrave; piccolo l’ abside &egrave; affrescata con una decorazione a padiglione, le pareti con affreschi in I stile e il pavimento con un mosaico. Gli elementi archeologici acquisiti nel corso degli scavi sembrano smentire l’ ipotesi dell’ identificazione del sito con la villa di Augusto. In ogni caso le strutture finora messe in luce sono riconducibili ad un complesso di notevole estensione e prestigio . La campagna di scavo effettuata nel 2009 &egrave; stata finalizzata alla conservazione delle pitture presenti negli ambienti scavati nel 2005 Anche alla fine delle precedenti campagne di scavo sono state apportate le necessarie precauzioni per la conservazione delle strutture e delle decorazioni pi&ugrave; delicate. Le pratiche conservative applicate sullo scavo sono la garanzia per una pi&ugrave; lunga sopravvivenza del complesso e delle sue splendide decorazioni. Adesso si attende con ansia la prossima campagna di scavo! E’ possibile visitare sito grazie ad una apertura straordinaria nei giorni di: Sabato 3 Ottobre , ore 16:00 – 18:00 Domenica 4 Ottobre, ore 09:00 – 13:00 e 16:00 – 18:00 Il sito si trova nel Comune di Somma Vesuviana (Na) in Localit&agrave; Starza della Regina. </p>

N.B. ULTERIORI IMMAGINI SUL SITO ARCHEOLOGICO SONO VISIBILI NELLA SEZIONE "LE FOTOGRAFIE PI&ugrave; CLICCATE"]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=2]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=2</guid>
	<dc:date>2009-10-01T19:35:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Amoruso Maria</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[DALLO SCAVO AL RESTAURO: IL CASO DEGLI AFFRESCHI.]]></title>
	<description><![CDATA[Durante uno scavo archeologico &egrave; possibile riportare alla luce materiali e strutture di vario genere. Per evitare o ridurre la perdita di elementi e informazioni fondamentali bisogna applicare gi&agrave; in situ alcune fondamentali pratiche conservative poich&eacute; sin dai primi istanti successivi alla messa in luce, qualunque reperto pu&ograve; subire un processo di alterazione e deterioramento, la cui rapidit&agrave; varia a seconda del materiale.
Le varie pratiche conservative che devono essere applicate durante le fasi di scavo su reperti e strutture rinvenute sono le seguenti:
-	Pulitura dei reperti e delle superfici in seguito alla messa in luce;
-	Riconoscimento dei materiali e valutazione del loro stato di conservazione;
-	Applicazione di coperture e protezioni per diminuire e/o evitare l’ esposizione delle strutture e dei reperti agli agenti atmosferici;
-	Eventuali prevenzioni per evitare attacchi biologici;
-	Consolidamento delle strutture;
-	Stacco di strutture fisse e prelievo dei reperti mobili;
-	Prima pulitura dei reperti mobili (“lavaggio”);
     -    Imballaggio, registrazione ed etichettatura per il trasporto.
Se il progetto di scavo prevede la fruibilit&agrave; dell’ area archeologica, si proceder&agrave; con la sua musealizzazione. In questo caso la durata dei lavori potrebbe essere molto lunga ed &egrave;  inevitabile che l’ intera struttura ne risenta e che su di essa si manifestino le pi&ugrave; svariate forme di alterazione e degrado . Ad esempio i materiali lapidei, per le loro caratteristiche chimiche e fisiche , permettono lo sviluppo di forme di degrado molto serie e laddove nel sito siano presenti degli affreschi la situazione potrebbe essere molto grave. Oggi, la scelta pi&ugrave; frequente &egrave; quella di lasciare l’ affresco nel loro ambiente originario per consentire l’ esatta lettura degli apparati decorativi  e per garantire l’ unit&agrave; strutturale del monumento ma quando le condizioni ambientali del sito non garantiscono la sua sopravvivenza, diventa necessaria la sua asportazione dalla parete. 
Le varie cause che possono influire sulla conservazione delle strutture murarie e degli affreschi generando forme di alterazione e degrado sono molteplici e si dividono in:
-	Cause Fisiche : umidit&agrave;,esposizione agli agenti atmosferici come pioggia, luce e vento, polvere, vibrazioni e fuoco;
-	Cause Biologiche: piante infestanti e radici, escrementi di colombo, licheni, alghe, muschi, funghi e batteri;
-	Cause Chimiche: inquinamento  atmosferico;
-	Cause Antropiche: danni causati dall’ uomo in seguito a cattivi restauri; 
-	Cause legate alla metodologia di costruzione dell’ opera.
Dopo aver individuato le varie forme di degrado che hanno colpito l’ affresco &egrave; importante applicare alcune metodologie diagnostiche che hanno il compito di raccogliere dati e informazioni sul modo in cui i fattori di degrado hanno agito su di esso. Di fondamentale importanza &egrave; anche la diagnostica ambientale che ha lo scopo di raccogliere dati e informazioni sull’ ambiente in cui &egrave; collocata l’ opera. La raccolta di tutte queste informazioni permette al conservatore e al restauratore di definire le condizioni migliori per la conservazione dell’ opera dopo il restauro.
Il primo intervento di conservazione e restauro consiste nella Pulitura. Consiste nel rimuovere dalla superficie tutto ci&ograve; che &egrave; estraneo alla natura e alla realt&agrave; dell’ opera. E’ fondamentale scegliere il metodo pi&ugrave; adatto al tipo di superficie e al tipo di materiale da eliminare. Si pu&ograve; procedere quindi con la pulitura a secco da effettuare con spazzole e pennelli; con la pulitura a tampone, da effettuare con un batuffolo di cotone imbevuto in una soluzione adatta; con la pulitura ad impacco, da effettuare con acqua distillata o con uno specifico solvente applicato su carta giapponese . La fase di pulitura , prevede anche l’ eliminazione delle fonti di deterioramento di tipo biologico per cui, in questo caso, possono essere utilizzati  particolari fitofarmaci. Inoltre &egrave; prevista anche l’ eliminazione delle efflorescenze saline con l’ utilizzo di differenti prodotti in base alla natura dei sali da eliminare. Il secondo intervento consiste nel Consolidamento. Il consolidamento viene effettuato per ricreare l’ adesione tra i vari strati pittorici che compongono l’ affresco i quali, per molteplici cause hanno subito dei distacchi. Le situazioni di degrado che si possono manifestare, potrebbero interessare soltanto lo strato superficiale dell’ affresco o anche gli strati interni. Si potrebbero verificare sollevamenti, distacchi e cadute dello strato pittorico; sollevamenti dello strato di intonaco con la creazione di sacche d’ aria tra i vari strati e nei casi pi&ugrave; gravi, il distacco e la caduta di questi. Gli interventi di restauro saranno differenti a seconda del danno che si &egrave; verificato . In caso di sollevamento dello strato pittorico il consolidamento deve essere eseguito con sostanze adesive applicate con impacchi, spruzzi o pennelli e con l’ eventuale utilizzo di carta giapponese. Uno dei materiali pi&ugrave; utilizzati &egrave; l’ idrossido di bario al quale seguono la caseina e alcune resine naturali o sintetiche come il Palaroid. Nel caso in cui il danno riguardi anche l’ intonaco sottostante , la riadesione oggi viene effettuata utilizzando resine in emulsione caricate con carbonato di calcio , oppure con l’ utilizzo dell’ idrossido di bario. Quando si verifica il distacco dell’ intonaco dall’ arriccio e di questo dal muro , l’ intervento sar&agrave; finalizzato al riempimento delle sacche che si sono create tra i vari strati per garantire una riadesione  degli stessi.
Il materiale adesivo viene applicato in fase liquida o sol,  attraverso delle iniezioni che vengono fatte praticando dei fori nella muratura. Il prodotto depositato si trasforma poi in un solido prodotto adesivo. I prodotti pi&ugrave; utilizzati per queste operazioni sono il gesso da presa e prodotti organici di sintesi come polimeri addizionati a carbonato di calcio.
Al termine di queste operazioni, si procede con il Restauro pittorico dell’ affresco il cui obiettivo, &egrave; quello di ricostruire la lettura d’ insieme dell’ opera, che alterandosi nel tempo, ha subito la perdita di alcune zone dello strato pittorico.
I prodotti utilizzati devono essere reversibili, per cui vengono usati acquerelli o pigmenti minerali legati con caseinato d’ ammonio al 4%.
Le tecniche dell’ integrazione pittorica possono variare a seconda dei tipi di lacuna. Esse sono:
- Metodo della selezione cromatica. Questa tecnica viene applicata quando la lacuna &egrave; molto piccola e quando sono presenti elementi superstiti che sono sufficienti per consentire il completamento del disegno pittorico. Consiste in  una stesura di colori diversi e sovrapposti, scelti tra i colori primari che compongono la cromia che si vuole ricostruire .La tecnica utilizzata &egrave; quella del tratteggio a  “rigatino”, cio&egrave; un tratteggio verticale molto fine.
- Metodo dell’ astrazione cromatica. Questa tecnica viene utilizzata quando la lacuna &egrave; molto grande e intorno ad essa non ci sono elementi pittorici sufficienti per il completamento dell’immagine. L’ integrazione viene fatta utilizzando i colori predominanti nel dipinto. La stesura dei colori &egrave; realizzata con il tratteggio a “rigatino”.
- Trattamento in sottotono. Questo tipo di trattamento pu&ograve; essere applicato su piccole lacune prive di stuccatura e consiste in un’ integrazione realizzata con leggere velature di colore , con abbassamento del tono cromatico rispetto alle tinte originali del dipinto.
La conservazione e il restauro degli affreschi rappresentano soltanto una minima parte dei lavori che vengono eseguiti in un monumento. Qualsiasi altra struttura presente , come pareti, soffitti, pavimenti e decorazioni come stucchi e mosaici, &egrave; sottoposta alle pi&ugrave; appropriate  procedure tecniche di conservazione e restauro.
Ma di questo parleremo nei prossimi articoli.


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	<link><![CDATA[http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=1]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/dblog4/articolo.asp?articolo=1</guid>
	<dc:date>2009-08-23T18:48:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Amoruso Maria</dc:creator>
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