Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Francesca Angellotti (del 20/02/2009 @ 09:48:52, in Scoperte, linkato 3463 volte)

Ritrovato in Lucania, ad Aderenza, piccolo comune in provincia di Potenza, un ritratto di Leonardo da Vinci, databile intorno al XVI secolo. Tale scoperta, fatta da Nicola Barbatelli, studioso di storia medievale, il quale si è imbattuto in questo inedito ritratto, un olio su tavola ( cm 60x44 ), di Leonardo Da Vinci, rappresentato molto giovane di tre quarti con un cappello in testa. Il professore Barbatelli ha potuto effettuare tale ritrovamento durante sue ricerche all'interno di un palazzo di proprietà di una famiglia aristocratica meridionale che per ora ha richiesto l'anonimato.
Il Ritratto, non è riconducibile con certezza a nessuno autore, ma si avranno risposte sicuramente più convincenti riguardo la datazione e l’eventuale autore dopo esami scientifici.
Al Professore Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci di Vinci ( Firenze), uno dei massimi esperti mondiali dell'artista-scienziato del Rinascimento, è stata affidata la tela, annunciando che sono già in corso le analisi storico- artistiche e presto sarà possibile avviare le indagini scientifiche.
''Il ritratto scoperto nelle scorse settimane in Lucania - ha dichiarato Vezzosi all'ADNKRONOS - e' molto interessante in se' e significativo come nuovo elemento di un mosaico ancora incompiuto per ricostruire le sembianze del volto di Leonardo. Ed e' importante in quanto introduce nuove ricerche concernenti Leonardo perduto, le sue tracce e gli echi leonardeschi nell'Italia meridionale. E' inoltre misterioso poiché se ne devono ancora accertare la datazione e la più antica provenienza, ed e' difficile individuarne l'autore; per tutto cio' e' un tema da affrontare, avvincente per l'attualità e le più diverse implicazioni culturali, da quelle storico-artistiche alle nuove tecnologie, fino al contesto del ritrovamento''.
 
Articolo (p)Link Commenti Commenti (15)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 20/02/2009 @ 02:51:45, in Artisti Straordinari, linkato 5601 volte)
Iniziamo con questo articolo una nuova sezione, “Artisti straordinari”, dedicata a figure che ci hanno trasmesso la loro arte in modo del tutto personale e particolare.
Oggi parlerò di Esref Armagan, nato nel 1953 in un sobborgo di Istanbul da una famiglia modesta. Purtroppo Esref è non vedente dalla nascita, ma la sua cecità non gli ha impedito di donarci tele sorprendenti.
Ha iniziato a dipingere per passatempo, cercando di esprimere, attraverso la pittura, le sensazioni che provava. Il suo è un mondo conosciuto esclusivamente attraverso le mani, i suoi disegni, come ponti con la realtà che noi percepiamo visivamente, pullulano di ombre, luci, colori, prospettive.

L’ho sentito affermare “ Io vedo il mondo con le dita”, ma come è possibile realizzare immagini cosi nitide, cosi incredibili, non avendo mai avuto la possibilità di osservarle?  E allora ci troveremo di fronte ad una riscrittura della storia, le immagini sono creature della vista? Non più. Esref ci ha dimostrato che la realtà è accessibile anche attraverso il tatto, parleremo quindi di immagini tattili.
La cosa più sorprendente è che, attraverso studi clinici, si è scoperto che , alcune parti del suo cervello, mentre è impegnato a disegnare, credute immobili, insensibili a causa della sua cecità, erano invece molto dinamiche, presentazione quindi di stimolazioni sensoriali.
La particolarità all’interno dei suoi dipinti è la sua abilità nell’interpretare lo spazio. Esref,cosi, si sottopose ad un esperimento andando  nella culla del Rinascimento, Firenze. Gli studiosi hanno tentato di far riprodurre, ad Esref, secondo lo studio e la rappresentazione prospettica che per primo il Brunelleschi fece nel 1413, del Battistero di Firenze. L’unica differenza è la cecità di Esref. Ma il nostro pittore non ci ha deluso e dopo aver toccato tutti gli otto lati del Battistero e sotto gli occhi increduli dei curiosi e commossi degli studiosi è riuscito a disegnarlo secondo regole prospettiche.
Un grande passo per l’arte, un grande passo per l’umanità. Tutto è possibile, un mondo invisibile, un mondo mai conosciuto e poi trasportato sulla tela nei minimi dettagli, questo suo dipingere con le mani, “sentire”, toccare la realtà , immaginarla, e renderla viva.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (31)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 18/02/2009 @ 16:34:15, in EsplorArte, linkato 3017 volte)
                        
È il vero centro sacro per la città di Salerno, in quanto accoglie le spoglie del Santo apostolo ed evangelista Matteo.
Fu edificata in tempi brevissimi ( cosi come l’intera cattedrale ), infatti nel marzo del 1081, possiamo collocare la sua inaugurazione, a soli 6 mesi di distanza dalla lettera di Gregorio VII, introdotta nel post precedente.
Si estende sotto il transetto ed il coro , ed è un ambiente costituito da tre campate con volta a crociera. Quello che noi oggi vediamo è il risultato di vari restauri e rifacimenti. Infatti nei primi anni del XVII secolo subì un rimaneggiamento su progetto degli architetti Domenico Fontana e completato dal figlio Giulio Cesare e da Bortalomeo Picchiatti.
Il rinnovamento è avvenuto secondo il gusto barocco dell’epoca, la volta formata da tre ordini di archi ribassati, con pilastri rivestiti con pannelli di marmo, opera del marmista napoletano Francesco Ragazzino, è stata completamente affrescata da Belisario Corinzio ( pittore manierista attivo a Napoli nato nel 1558 ad Acacia, provincia di Lecce, morto nel 1643; conosciuto anche come il Greco, a causa dell’origine greca dei suoi genitori).
Gli affreschi narrano scene della vita di Gesù, riprese dal Vangelo di Matteo.
Fulcro della cripta è il doppio altare e il sepolcro di San Matteo dove troviamo una bellissima statua bifronte (“San Matteo ha due facce”) opera dello scultore Michelangelo Naccherino ( autore della statua bronzea di Sant’Andrea presente nella cripta della Cattedrale di Amalfi) nel 1606. Il santo è raffigurato nell’atto di scrivere il Vangelo con l’angelo, al suo fianco, che gli porge il calamaio.
                                    
Interessanti sono i quattro candelabri di ottone ( 1666-1673), donati dal Collegio medico Salernitano, che nel 1680 offrì anche le tre statue di bronzo dei Santi Martiri Salernitani, Caio, Ante e Fortunato, poste nell’abside centrale della cripta.
Presso le tombe dei Santi Martiri Salernitani troviamo una curiosità, un troncone di una colonna tortile di marmo, con una venatura rossa. Secondo la tradizione su tale troncone furono decapitati i santi martiri ed il loro sangue assorbito dal marmo; ancora oggi c’è la leggenda che se si accosta l’orecchio al marmo, sarebbe possibile sentire il pulsare del sangue.
                        
Articolo (p)Link Commenti Commenti (10)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 03/02/2009 @ 23:01:53, in EsplorArte, linkato 1467 volte)

     “ 1079   -   1080 ”  

 Anni importanti per la storia della città di Salerno e per la nostra cultura artistica. Nel 1079 l’Arcivescovo Alfano I ritrovò le spoglie del santo apostolo Matteo, durante i lavori nella chiesa di S. Maria degli Angeli ( dove era sepolto il nostro Arechi II). 

Il 18 settembre 1080, Gregorio VII ( Ildebrando di Soana ),fece pervenire una lettera ad Alfano I, dove gli comunicò le felicitazioni per averlo messo al corrente del ritrovamento delle reliquie di S. Matteo, insieme alle esortazioni per il duca Roberto il Guiscardo per portare “ riverenza e devozione” al grande Patrono. Guiscardo, principe di Salerno, e si propose un ‘opera grandiosa e splendida a testimonianza della sua potenza. Unico gesto di tanta magnificenza era la costruzione di un tempio in onore di S. Matteo. La sua volontà era innalzarlo nel cuore della città sull’area dell’antica cattedrale di S. Maria degli Angeli. Interessante e notevole decisione del Guiscardo fu di realizzarla a sue spese. Nel 1080 ha inizio la messa in piedi di un grande esempio di architettura romanica in Campania.   

 

 

Bibl. Salerno. La cattedrale di S. Matteo - Roberto Di Stefano -                 

 

I prossimi articoli nella sezione "EsplorArte"  saranno dedicate ad ogni piccolo posticino ed elemento della Cattedrale di Salerno.

 Il primo post riguarderà la “ cripta ”.

 

 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (13)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 23/12/2008 @ 13:40:53, in Natività, linkato 5118 volte)

Avendo parlato di Andrea Sabatini, il nostro artista salernitano, ed essendo alle soglie del Natale 2008, quale meglio argomento della Natività di Cristo.

Prenderò in esame la Natività di Andrea Sabatini.

La nascita di Gesù o Natività è la narrazione della venuta al mondo di Gesù Cristo — basata principalmente sui Vangeli di Matteo e Luca.  Infatti il vangelo di Marco e quello secondo Giovanni non fanno menzione dell'infanzia di Gesù (Marco inizia con il suo Battesimo nel Giordano; Giovanni, con la storia di Giovanni Battista).
Le versioni del Vangelo di Matteo e  di Luca sono diverse. Luca narra la storia del Natale  così come è tradizionalmente conosciuta, dal punto di vista di Maria, madre di Gesù, cercando di presentare la madre di Cristo come il modello dell'autentico credente. Matteo, invece, racconta la nascita di Gesù dal punto di vista di Giuseppe, con l'intento di mostrare che Gesù è il discendente di Davide promesso dai profeti.
La nascita di Gesù viene ricordata ogni dalla liturgia cristiana il 25 dicembre, con la festa del Natale del Signore.
In base alla tradizione Gesù Cristo nacque nel paese di Betlemme in una grotta, dalla Vergine Maria assistita da San Giuseppe. Stando all'iconografia tradizionale, in una mangiatoia , e al riscaldamento, provvidero un bue e un asino.
Il Vangelo di Luca racconta la natività in questo modo:
« In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria. Tutti andavano a dare il loro nome, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì nella Giudea, alla città di Davide, che si chiamava Betlemme, perché egli era della casa e della famiglia di Davide, per dare il suo nome con Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano là, giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto all'albergo. » (Luca 2,1-7)
 
Nel dipinto non abbiamo una vera propria grotta, ma si nota un arco che ci fa inturire la costruzione e dalla nostra destra spuntano il bue e l'asino che , secondo appunto il Vangelo,nella mangiatoia , riscaldarono Cristo.
Il bimbo posato su di un lembo della veste di Maria si sbraccia verso la stessa e Giuseppe.
Tale dipinto ricorda molto la versione del Pinturicchio, pittore italiano di Perugia, allievo del Perugino.
 
VI AUGURO UN BUON NATALE A TUTTI VOI E CHE DAVVERO QUESTE FESTE POSSANO PORTARE LA FELICITA' NELLE VOSTRE CASE.

                                             

Francesca

Articolo (p)Link Commenti Commenti (9)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 17/11/2008 @ 11:37:43, in Andrea Sabatini, linkato 1749 volte)

L’argomento di oggi verte su di un pittore operante a Salerno e di origini salernitane. Mi riferisco ad Andrea Sabatini, nato a Salerno intorno al 1480, da cui l’appellativo di “Andrea da Salerno” con cui è conosciuto.  Un pittore di notevole importanza del meridione d’Italia.

Iniziò a dipingere a Napoli tele di argomento religioso, ne abbiamo alcuni esempi al museo di Capodimonte.

In tale “ Deposizione” dalla croce, ingegnoso è il sistema utilizzato per sostenere il corpo di Cristo nel trasporto: Giuseppe d’Arimatea sulla scala afferra il corpo inerte del Salvatore e un giovane in basso lo sostiene, per evitare il peso eccessivo, con una cinghia. La Vergine disposta nell’angolo sinistro sorretta dalle Pie donne, e la Maddalena , inginocchiata ai piedi della croce, straziata dal suo dolore.

Tale opera mostra dei rapporti fortissimi col il maestro Raffaello, soprattutto nell’opera  dell’ Urbinate “ La Madonna del Pesce” , modulazione delle vesti, colori come il giallo, rosso blu.

Raffaello Sanzio - Madonna del Pesce-Sabatini fu il più “raffaellesco” fra i pittori meridionali, ed infatti grazie a questo sua influenza pittorica, è riuscito ad ottenere importanti commissioni e grande successo. Il pensiero comune che il Sabatini sia stato allievo del Raffaello è alimentato non solo dall’analisi dei dipinti, ma anche  per un viaggio intrapreso dal salernitano a Roma intorno al 1511 e che abbia con probabilità donato al maestro la sua tela raffigurante la  Natività.

A Salerno conserviamo nella Pinacoteca,dei magnifici dipinti del Sabatini

Madonna delle Grazie

olio su tavola,

cm 120x77 secolo XVI

Tale tela ha un impianto iconografico appartenente alla cultura figurativa devozionale, popolare, presente in gran parte dell’Italia meridionale post-tridentina. Il tema iconografico è  la Madonna col Bambino che fa stillare latte dal seno per il refrigerio delle anime purganti ed è presente, ad esempio, in molti dipinti dell’Italia meridionale tra la seconda metà del XVI secolo e fin verso la fine del secolo seguente, ma anche oltre. Tanto per fare un esempio, vorrei citare la Madonna delle Grazie  di un pittore meridionale del sec. XVII , fra San Francesco e S. Carlo Borromeo a Camerata, fraz. Lentiscosa (Sa), nella Chiesa di S. Maria delle Grazie.

Le altre tele presenti a Salerno sono :

 

Sant'Antonio Abate e ritratto del Commitente Francesco Caracciolo
olio su tela, cm. 120x50 secolo XVI
Sant'Agostino
olio su tavola, cm. 120x50 secolo XVI

 

 

San Michele Arcangelo
olio si tavola, cm 110x77 secolo XVI

 Nell'ultima fase della sua attività, realizzò, tra l'altro, gli affreschi del cimitero della badia di Cava dei Tirreni (1528-30), oltre a numerose opere per l'abbazia di Montecassino (1529-30) e per Gaeta, dove morì nel 1530.

 

 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (10)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 11/11/2008 @ 17:56:50, in Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, linkato 1021 volte)

E' ARRIVATO NOVEMBRE

TENETEVI TUTTI OCCUPATI DAL 13 AL 16 NOVEMBRE RITORNA, COME OGNI ANNO ...

COME SEMPRE ALL'HOTEL ARISTON DI PAESTUM 

 

Vi Aspettiamo

 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (4)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 08/11/2008 @ 16:36:55, in Ferdinando San Felice, linkato 2126 volte)
Iniziamo il nostro cammino sui luoghi artistici di Salerno dall'architettura, affrontando l'elevato contributo di Ferdinando Sanfelice(1675- 1748).  Architetto napoletano, inizia il suo percorso artistico come pittore introdotto, dalle sue sorelle, monache nel Monastero di Donnalbina, nella cerchia dei discepoli del Solimena. Dotato di molto ingegno si fa notare anche come architetto data la costruzione di varie macchine da festa per la città di Napoli.Dopo un'intensa attività a Napoli, lo troviamo a Nardò ( Puglia ), dove può mostrare tutto il suo talento, grazie anche agli incarichi che il fratello, Antonio Sanfelice, vescovo di Nardò, gli procurò.
Ma passiamo agli internventi a Salerno, riprendendo il De Dominici : " Nella città di Salerno vi ha fatto infiniti disegni di fabriche, e di Altari, specialmente il bellissimo campanile avanti alla porta della città, nella Chiesa della SS. Annunziata ".

In tale campanile abbiamo la disposizione su tre piani, suddivisi secondo i tre ordini, dorico, ionico e corinzio, e alcuni elementi previsti inizialmente come la cornice dell’orologio , del timpano e delle volute furono eliminati.
 
 
 
 
 
- Cappella Mazza - La cappella venne concessa dall’Arcivescovo Poerio alla famiglia Mazza. Venne realizzata nel 1717 su progetto del Sanfelice da Virgilio Ogna e, alla sua morte dal marmoraio napoletano Domenico Guarino che la concluse nel 1725. Sull’altare  troviamo un bellissimo dipinto di Francesco Solimena, suo maestro, che raffigura S. Gennaro, da cui la cappella prende la sua denominazione.
 
 
- Cappella del Pezzo - Tale spazio fu dedicato alla celebrazione della Madonna dei Sette Dolori, per cui venne sistemata sull’altare una statua del ’700 dell’Addolorata al posto di una tela con la Madonna del Rosario, e per ricordare tale destizione iniziale è stato posto sulla sommità della cona un dipinto ovale che rappresenta la Madonna del Rosario.
 
 
 
- Cappella Lembo - Nel 1717 il canonico Nicola Lembo istituì per sé e per la sua famiglia la sepoltura in questa cappella, realizzata da Virginio Ogna. Tutti i lavori in marmo e le sculture vennero realizzati da Matteo Bottigliero, nel 1722.  La cappella fu consacrata nel 1729.
La tela con la Pentecoste che completa l’altare è stata attribuita a Francesco De Mura, sec. XVIII.

Dulcis in fundo... il "nostro" Ferdinando Sanfelice ristrutturò ai primi del settecento la più bella chiesa barocca di Salerno, la Chiesa di San Giorgio,iinizialmente annessa ad un monastero di suore benedettine. 

Ma tale Chiesa , oltre al nome del Sanfelice, può vantare illustri nomi di pittori, che hanno reso l'interno un scenografia senza eguali, come Angelo Solimena, Francesco Solimena,Andrea Sabatini.

                   

Chi fosse interessato a saperne di più sull'architetto napoletano, Ferdinando Sanfelice, consiglio il libro "ARTISTI NAPOLETANI NELL'ORBITA DEL SANFELICE" di PAOLA FRANCHOMME .

Articolo (p)Link Commenti Commenti (9)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Francesca Angellotti (del 04/11/2008 @ 21:41:07, in Perchè questo "Piccolo Mondo", linkato 662 volte)

Un Benvenuto a Voi

O silenziosi Artisti

Riprendo quello che è il mio sottotitolo per augurarvi un caloroso Benvenuto in questo blog, che aspira a far crescere in ognuno di voi l’amore per l’arte, questa strana parola che il più delle volte viene accantonata, messa in un cassetto. Risvegliare quell’animo estetico, ed inoltre ripercorrere quelle che sono state le emergenze artistiche della città di Salerno. Naturalmente perché questo? PROMUOVERE E VALORIZZARE  la nostra città è un obiettivo primario. Questo piccolo spazio forum sarà per voi una scorciatoia” per scoprire quali personalità illustri hanno lasciato un’impronta nel suolo della vostra città, e sarà anche un piccolo mezzo che poter discutere assieme dell’immenso nucleo artistico che ci circonda. Mi è capitato troppo spesso di incontrare abitanti di Salerno, che non conoscessero l’ubicazione dell'area longobarda "Antica Corte" con il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte, cioè un’area unica di età longobarda (VIII sec.) presente in Europa; oppure che il grandissimo architetto Ferdinando Sanfelice di epoca barocca, abbia realizzato il stupendo campanile  della Chiesa della SS. Annunziata.

NON VOGLIO PIU’ CHE SUCCEDA UNA COSA DEL GENERE . . . PENSIAMO IN PICCOLO E AGIAMO IN GRANDE.

 Vi attendo Numerosi. . .

Francesca Angellotti

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1
Ci sono 9 persone collegate

< febbraio 2012 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
       
             

Cerca per parola chiave
 



Titolo
Che Periodo Artistico Preferite?

 Medioevo
 Rinascimento
 Manierismo
 Barocco
 Roccocò
 Vedutismo
 Impressionismo
 Avanguardie

Titolo

                                                                                                                                                         

                                 

“ Salerno è mia e Io la difendo”

 

 

                                                                                                        Guido Reni - San Matteo e L'angelo -

Leonardo Da Vinci

 Non ingombrarti di cose che appartengono agli occhi, facendole passare dalle orecchie!Fai alle tue figure dei capelli che un vento invisibile sembri far danzare intorno ai loro volti giovanili; con grazia ornali di vari ricci, e non imitare coloro che con la colla danno a quei volti un'aria vetrificata.Io, Leonardo, un giorno conoscerò ogni cosa e saprò dominare tutte le arti che aprono all'uomo le vie dei grandi segreti dell'universo.L'uomo ha in sé le ossa che sostengono la sua carne; il mondo ha le pietre che sostengono la sua terra.L'uomo è il modello del mondo.Ogni parte di un insieme deve essere proporzionato all'insieme.               Virtutem forma decorat: La bellezza orna la virtù.

al Gruppo Archeologico Salernitano

 

 

 

      

 





06/02/2012 @ 16.31.08
script eseguito in 235 ms