Iniziamo con questo articolo una nuova sezione, “Artisti straordinari”, dedicata a figure che ci hanno trasmesso la loro arte in modo del tutto personale e particolare.
Oggi parlerò di Esref Armagan, nato nel 1953 in un sobborgo di Istanbul da una famiglia modesta. Purtroppo Esref è non vedente dalla nascita, ma la sua cecità non gli ha impedito di donarci tele sorprendenti.
Ha iniziato a dipingere per passatempo, cercando di esprimere, attraverso la pittura, le sensazioni che provava. Il suo è un mondo conosciuto esclusivamente attraverso le mani, i suoi disegni, come ponti con la realtà che noi percepiamo visivamente, pullulano di ombre, luci, colori, prospettive.

L’ho sentito affermare “ Io vedo il mondo con le dita”, ma come è possibile realizzare immagini cosi nitide, cosi incredibili, non avendo mai avuto la possibilità di osservarle? E allora ci troveremo di fronte ad una riscrittura della storia, le immagini sono creature della vista? Non più. Esref ci ha dimostrato che la realtà è accessibile anche attraverso il tatto, parleremo quindi di immagini tattili.
La cosa più sorprendente è che, attraverso studi clinici, si è scoperto che , alcune parti del suo cervello, mentre è impegnato a disegnare, credute immobili, insensibili a causa della sua cecità, erano invece molto dinamiche, presentazione quindi di stimolazioni sensoriali.
La particolarità all’interno dei suoi dipinti è la sua abilità nell’interpretare lo spazio. Esref,cosi, si sottopose ad un esperimento andando nella culla del Rinascimento, Firenze. Gli studiosi hanno tentato di far riprodurre, ad Esref, secondo lo studio e la rappresentazione prospettica che per primo il Brunelleschi fece nel 1413, del Battistero di Firenze. L’unica differenza è la cecità di Esref. Ma il nostro pittore non ci ha deluso e dopo aver toccato tutti gli otto lati del Battistero e sotto gli occhi increduli dei curiosi e commossi degli studiosi è riuscito a disegnarlo secondo regole prospettiche.
Un grande passo per l’arte, un grande passo per l’umanità. Tutto è possibile, un mondo invisibile, un mondo mai conosciuto e poi trasportato sulla tela nei minimi dettagli, questo suo dipingere con le mani, “sentire”, toccare la realtà , immaginarla, e renderla viva.

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